30 ottobre 2017

L’angolo con cui l’occhio si posa sulle cose è un modo essenziale del rapporto col mondo. L’occhio rivolto in su è l’occhio dei figli: cerca il padre, la trascendenza o la fede; un lungo occhio bizantino: è anche l’occhio dei santi, che non vede, ma spera. L’occhio che scende sul mondo, o lo fissa orizzontale, è quello dei padri o dei fratelli, l’occhio della conoscenza, e della fantasia, classico, penetrante e aperto. (…) Quanto a me, (…) mi è proprio quell’angolo dell’occhio che si posa sulle cose.

Carlo Levi, da «Roma fuggitiva»

 

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