Veggio il mondo fallir, veggiolo stolto, /
e veggio la virtute in abbandono, /
e che le muse a vil tenute sono, /
tal che l’ingegno mio quasi è sepolto. /
(…)
Nessun al ben comun tien fermo il segno, /
anzi al suo proprio ognun discorre seco, /
mentre ha di vari affetti il petto pregno. /
Io veggio e nel veder tengo odio meco, /
tal che vorrei vedermi per disdegno /
o me senz’occhi o tutto’l mondo cieco.
Laura Bacio Terracina (1519-1557), da Il discorso sopra il principio di tutti i canti di Orlando Furioso, II.
