
C’era una vera e propria ossessione per le miserie e per le vergogne umane, le tragedie della gente comune, le trite storie di cuore di attori e cantanti. Certo, bisognava rendersi conto delle debolezze dei comuni mortali – esistevano e non si potevano ignorare-, ma goderne le pareva un atto di puro voyeurismo, oppure addirittura una sorta di moralismo peloso. Eppure, si chiese, non le leggo forse anch’io, quelle notizie? Certo. Sono meschina come tutti gli altri e mi lascio catturare da questi scandali.
Alexander McCall Smith, Il club dei filosofi dilettanti
