
Rimangono in silenzio, scambiandosi un sorriso quasi intimo. George sente che anche se tutte quelle frasi ambigue non li hanno riavvicinati di un millimetro nella comprensione reciproca, la non-comprensione, la disponibilità a rimanere nell’equivoco, è a suo modo una forma di intimità. Poi Kenny paga i temperamatite, e sventola le mani in un gesto di congedo sbadato e irrispettoso. «Ci vediamo in giro». Va via tranquillo. Per non avere l’aria di seguirlo, George resta in libreria ancora qualche minuto.
Christopher Isherwood, Un uomo solo
