
Verso la fine dell’anno 1612, in una fredda mattina di dicembre, un giovane vestito molto dimessamente passeggiava dinnanzi alla porta di una casa di rue des Grands-Augustins, a Parigi.
Dopo aver a lungo camminato avanti e indietro con l’irresolutezza di un innamorato che non osi presentarsi alla sua prima amante, per disponibile che ella sia, finì poi per varcare la soglia di quella porta e domandare se il maestro François Porbus fosse in casa. Alla risposta affermativa di una vecchia, intenta a spazzare una stanzetta, il giovane salì lentamente le scale, soffermandosi ad ogni gradino, come un cortigiano di fresca investitura incerto sull’accoglienza che il re gli vorrà riservare. Quando fu arrivato in cima, sostò un momento sul pianerottolo, indeciso se afferrare il grottesco picchiotto che ornava la porta dello studio dove sicuramente lavorava il pittore di Enrico IV, abbandonato per Rubens da Maria de’ Medici.
Balzac, Il capolavoro sconosciuto (incipit)

Abbonati a Giornate di lettura
Unisciti gratuitamente a centinaia di nostri abbonati e abbonate, e sii il primo a ricevere nuovi contenuti.
