1–2 minuti

Come se una mattina potessi svegliarmi
con le ali d’un uccello
e mi ricordassi d’essere stato un uomo
solo in qualche trasalimento oscuro,
uno di quegli sforzi di memoria
che lasciano sfinito.
Così nel mio corpo cerco quello di un altro
ogni volta che mi agita il sangue
un richiamo, un gesto, un verso
di una lingua che non conosco
e che pure ascolto come dovessi,
sapessi parlarla.
Si può pensare del sangue
come di un relitto del mare.
Perciò interrogo le mie mani, il mio odore,
le macchie delle mie unghie,
le tracce delle mie impronte:
un giorno, se ricorderò, parleranno.
Roberto Pazzi, Un giorno senza sera.
