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Così come una persona che nasce in una famiglia criminale o estremamente disagiata dovrà avere le idee particolarmente chiare ed essere molto determinata per non fare gli errori che la faranno finire in carcere, una persona che diventa madre o si sente materna dovrà fare molta attenzione per non lasciarci la pelle. Ecco perché nessuno è più disgraziato di una donna detenuta. Le donne, le persone omosessuali o trans e le persone detenute, che condividono una condizione atavicamente svantaggiata e oppressa, sono quelle che conoscono meglio la solitudine.
Daria Bignardi, Nostra solitudine
