
Nella grande nave passeggeri, che a mezzanotte doveva salpare da New York per Buenos Aires, regnava la consueta attività e agitazione dell’ultima ora. Gente del luogo si accalcava per accompagnare gli amici, fattorini del telegrafo col berretto sulle ventitré attraversavano i saloni scandendo nomi ad alta voce, si trascinavano valigie e mazzi di fiori, bambini correvano curiosi su e giù per le scale, mentre l’orchestra suonava imperterrita per il deck-show. Io stavo conversando con un conoscente sul ponte di passeggiaggio, un po’ in disparte da questa confusione, quando accanto a noi guizzarono taglienti due o tre lampi al magnesio — a quanto pareva i giornalisti avevano intervistato e fotografato in fretta, poco prima della partenza, qualche personaggio importante.
Stefan Zweig, La novella degli scacchi (incipit)

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