La speranza che la destra italiana possa avvalersi di veri intellettuali, pronti al dialogo franco e costruttivo con la sinistra, è destinata ad andare sempre delusa. Lo prova l’articolo L’eterno comunismo di Marcello Veneziani: http://www.marcelloveneziani.com/articoli/leterno-comunismo/, che applica al comunismo i criteri di Eco per rovesciarne il discorso e mostrare quanto poco varrebbe il suo libro, «Il fascismo eterno», ma incorre in tanti, troppi “infortuni ideologici”.

Per la mia recensione su «Il fascismo eterno» si veda invece: https://giornatedilettura.wordpress.com/2018/07/14/il-fascismo-eterno-di-umberto-eco-recensione-di-vittorio-panicara-parte-1-sommario/ e
L’autore, innanzitutto, non ha capito il senso di “Ur-Fascismo”, o “Fascismo eterno”, così come lo spiega Eco, per cui tutto il contenuto del suo testo è vanificato. A differenza di comunismo e nazismo, che consistevano in un’ideologia e in un sistema di potere compiuti e coerenti, il fascismo era un totalitarismo fuzzy, cioè confuso e contraddittorio, caratterizzato non da minore intolleranza, ma da sgangheratezza politica e ideologica, una confusione ordinata, strutturata, imperniata sul piano sociologico e psicologico su alcuni archetipi (i 14 criteri da lui elencati e rivisti nel mio commento). Ne viene che il fascismo è una condizione che in alcuni suoi tratti può sempre riemergere, mentre qualcuno può essere o non essere nazista o comunista, perché accetta o rifiuta un’ideologia e una pratica politica ben determinate. Questo concetto è troppo complesso per Veneziani, che non capisce che per Eco non è eterno il fascismo, ma la tendenza a reiterare certi suoi comportamenti nel tempo. Il prefisso “Ur-“, dal tedesco, significa «antichissimo, primo, originale, schietto» (http://www.treccani.it/vocabolario/ur/), per cui “Ur-Fascismo” sta per “fascismo originario”, o primordiale (ma Marcello Veneziani non è tenuto a sapere il tedesco e lo ha considerato sinonimo di fascismo…).
Il Nostro, successivamente, in modo poco originale e talora volgare (la sindrome antifascista, altrimenti nota come boldrinite o fianorragia), si rifugia nei soliti stereotipi anti-comunisti, ma li attualizza: Il proletario si chiama oggi migrante, la rivoluzione si denomina accoglienza… (idiozia completa, giacché il “proletariato” è una classe, i migranti no, e l’accoglienza non è certo la liberazione dallo sfruttamento); alle classi da affrancare aggiunge le femministe, i neri, gli omosessuali e i rom, ma, beata ignoranza, neppure queste sono classi; la neo-lingua del comunismo sarebbe il politically correct, in cui le verità vengono distorte, sottoposte a censura, fino a essere capovolte, come farebbe il marxismo (con una citazione di Marx, del tutto fraintesa). Senza sottovalutare la complessità del tema, occorre dire che il politically correct è un’altra cosa rispetto a quanto sostiene Veneziani. È qualcosa di conformista e volto alla manipolazione della realtà, è vero, ma non nella direzione intesa da lui.
A questo proposito si legga dapprima la definizione della Treccani: http://www.treccani.it/enciclopedia/politically-correct_%28Enciclopedia-dell%27Italiano%29/
Si guardi poi la discussione del problema in «Doppio Zero»:
http://www.doppiozero.com/materiali/politicamente-corretto
CONCLUSIONE MINIMA
Preconcetti, falsificazioni e luoghi comuni voluti? Oppure no, l’autore è in buona fede e nuota nella sua “dotta ignoranza”? Mah…
BREVE COROLLARIO
Nulla da fare, Veneziani non è un intellettuale alla Raymond Aron e nemmeno un nuovo Gaetano Mosca, oppure un giornalista alla Indro Montanelli (ma andrebbero bene anche Gervaso e Cervi): gli fanno difetto l’acutezza del giudizio e forse la dirittura morale.
A uno come lui sarebbe lecito chiedere come mai in Italia, dalla fine della prima guerra mondiale, non c’è mai stata una destra liberale, conservatrice ma rispettosa delle regole democratiche, come i Tories in Gran Bretagna, i gollisti in Francia, o i liberaldemocratici tedeschi. Ma temo che non saprebbe cosa dire.

[…] LA STRONCATURA DEL GIORNO (9 SETTEMBRE 2018), IN DIFESA DI UMBERTO ECO («IL FASCISMO ETERNO»): LA … […]
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