Il mio questionario proustiano: volete provare anche voi?

Reso celebre dai moderni intervistatori, il Questionario Proust è una lista di domande, più o meno personali, che si narra sia in grado di svelare la reale natura di chi lo completa. L’elenco faceva parte di un album di confidenze: una forma di gioco di società molto comune in epoca vittoriana. Contrariamente a quanto si potrebbe credere, non fu Proust ad inventare questa serie di domande, che invece gli fu sottoposta dall’amica Antoinette, figlia del futuro presidente francese Félix Faure.

Lo scritto fu ritrovato nel 1924 dal figlio di Faure e pubblicato sulla rivista letteraria francese Les Cahiers du Mois, per poi esser venduto all’asta nel 2003 per 102.000 euro. 

Visto che quest’anno ci siamo dedicati interamente a Proust con il nostro GdL Proust ritrovato, ho pensato di lasciarvi qui il questionario con le mie 35 risposte. Completarlo è stato molto divertente, ma anche istruttivo, dal momento che alcune domande richiedono un’analisi più profonda di quanto ci si potrebbe aspettare da un gioco di società. 

Volete provarci anche voi? Potete scaricare tutte le domande cliccando qui. Mi raccomando, fatemi sapere quali di queste vi hanno dato più filo da torcere! E ora cominciamo!

Qual è la tua idea di perfetta felicità?
Aver una vita eclettica con passioni diverse e un compagno di viaggio che condivida le mie battaglie.

Qual è la tua più grande paura?
La morte.

Qual è il tratto che deplori di più in te stesso?
L’insicurezza.

Qual è il tratto che deplori di più negli altri?
Quello che chiamo “personalismo”: il vizio di attaccare le persone e non le idee. Si possono avere opinioni diametralmente opposte, ma è su quelle che si discute! Chi le esprime, la sua storia, il suo carattere sono aspetti che devono restare fuori.

Quale persona vivente ammiri di più?
Le donne che protestano in Iran.

Qual è la tua più grande stravaganza?
Sogno ad occhi aperti: storie, personaggi, emozioni. E da qualche anno le scrivo.

Qual è il tuo attuale stato d’animo?
Battagliero, dopo un periodo di grande solitudine e grigiore.

Quale consideri la virtù più sopravvalutata?
La temperanza. 

In quale occasione menti?
Quando soffro: sono poche le persone di cui mi fido a tal punto da non nascondermi dietro il classico “sto bene”.

Cosa non ti piace di più del tuo aspetto?
Le gambe.

Quale persona vivente disprezzi di più?
Chiunque voglia impormi il suo codice morale.

Qual è la qualità che ti piace di più in un uomo?
La lealtà, che non è solo la fedeltà fisica. È l’essere disposto a combattere le mie battaglie, a crederci anche quando non ci credo, ad amarmi anche quando io non ci riesco.

Qual è la qualità che ti piace di più in una donna?
L’audacia intellettuale.

Quali parole o frasi usi di più?
‘sti cavoli.

Qual è o chi è il più grande amore della tua vita?
Me stessa.

Quando e dove eri più felice?
Estate 2022, Berlino. Avevo perso me stessa: quella città mi ha rimesso in piedi.

Quale talento ti piacerebbe di più avere?
Saper suonare il pianoforte.

Se potessi cambiare una cosa di te stesso, quale sarebbe?
Vorrei saper abitare la solitudine emotiva con più agio. Sto imparando, ma è dura.

Quale consideri il tuo più grande successo?
Riuscire a bilanciare (quasi sempre) tutto: il mio lavoro di linguista, il mio interesse per i diritti civili, questo blog dedicato ai libri, la scrittura.

Se dovessi morire e tornare come persona o cosa, quale sarebbe?
Non vorrei per forza una vita diversa, ma la vorrei vivere in maniera diversa.

Dove ti piacerebbe di più vivere?
Torino o Berlino: non so scegliere.

Qual è il tuo bene più prezioso?
La passione. Alcuni la chiamano intransigenza, arroganza, rottura di c., ma è l’unico modo che conosco per abitare il mondo. 

Cosa consideri come la più bassa profondità di miseria?
Morale? Imporre le proprie scelte e convinzioni ad un’altra persona.

Qual è la tua occupazione preferita?
Negli ultimi 2 anni, direi, scrivere. La scrittura ha messo un po’ in secondo piano la lettura, ma sto provando a raggiungere un equilibrio.

Qual è la tua caratteristica più marcata?
La perseveranza. 

Cosa apprezzi di più nei tuoi amici?
La diversità.

Chi sono i tuoi scrittori preferiti?
Charlotte Brönte, Marcel Proust, Gerardo Passannante, R. R. Martin.

Chi è il tuo eroe della finzione?
Difficile… femminile: Lucy Snowe di Villette, maschile: Severus Piton.

Con quale personaggio storico ti identifichi maggiormente?
Hannah Arendt.

Chi sono i tuoi eroi nella vita reale?
Gli ucraini e gli iraniani.

Quali sono i tuoi nomi preferiti?
Non ho gusti definiti.

Cos’è che non ti piace di più?
Non essere padrona del mio tempo.

Qual è il tuo più grande rimorso?
Aver rinunciato all’equitazione.

Come vorresti morire?
Il più tardi possibile.

Qual è il tuo motto?
La calma è la vigliaccheria dell’anima!

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