Briciole di filosofia | #10 EPIMENIDE

Trovate le puntate precedenti, sulla pagina dedicata a questa rubrica: Briciole di filosofia


EPIMENIDE (secolo VII a.C.)

In questa biografia incerta spiccano alcune “paradossali” esagerazioni. Se ignoto è il luogo di nascita, ma comunque nell’isola di Creta, e discussa la sua cronologia, più nota è invece la curiosa leggenda secondo cui, spedito dal padre alla ricerca di una pecora smarrita (nessun sovrasenso…), il giovane Epimenide, evidentemente più sognatore che laborioso, si addormentò in una grotta per la bellezza di cinquantasette anni! Dopodiché, tornato “a casa”, fu stupito di non trovare nessuno che lo conoscesse, finché il fratello ormai anziano non gli spiegò la situazione. 

Da sì eccezionale esperienza trasse la convinzione di un suo rapporto privilegiato con gli dèi e l’Apollo delfico in particolare. Per cui si diede all’approfondimento di cose sacre, fino a raggiungere una competenza tanto riconosciuta che verso il 600 fu lo stesso Solone a invitarlo ad Atene per purificare la città dalla peste. Cosa che Epimenide fece con successo. Dopodiché, ordinati i sacrifici e regolamentate le istituzioni religiose, rifiutando ogni ricompensa se ne tornò a Creta, dove morì alla biblica età di centocinquant’anni…

Dalle diverse opere in versi e in prosa che gli sono attribuite, si evince il merito pionieristico di aver applicato una analisi critica alla tradizione mitica e cosmologica precedente, e di essere uno dei primi creatori del pensiero storico.

Ecco qui alcune sue briciole: 

  • Né in mezzo alla terra né in mezzo al mare si trova un “ombelico” (Critica della tradizione delfica, che individuava l’ombelico del mondo a Delfi, luogo sacro ad Apollo. Ma forse anche intuizione che nell’universo non esiste un centro)
  • Se un ombelico vi fosse, lo conoscerebbero solo gli dèi, e non certo gli uomini (Come dire, nessuno. Per cui i tanti scrittori odierni che se lo titillano non sanno nemmeno di cosa cianciano…)
  • Parlare nelle assemblee legislative è più difficile che in tribunale (E ti credo: i legislatori, che dovrebbero essere lungimiranti, difficilmente ci azzeccano. Mentre in tribunale si esaminano cose accadute, anche se non sempre note)
  • Il passato può essere conosciuto anche dai… divinatori (Frase fortemente sarcastica, che attribuisce a tutti il senno di poi. Comunque intrigante l’idea di profetizzare il… passato)
  • Tutti i cretesi sono bugiardi (È il famoso “paradosso del mentitore”, che, oltre ad essere una provocazione, apre un formidabile casino ermeneutico, in parte ancora attuale. Vediamo solo l’inizio. La sentenza che tutti i cretesi sono bugiardi è assertiva nella forma, e dunque si presenta come un’affermazione a cui bisognerebbe credere. Ma visto che a pronunciarla è un cretese, e visto che tutti i cretesi sono bugiardi, lui compreso, come può essere vera se detta da un bugiardo? D’altra parte, se è falsa, come è possibile pronunciarla? Forse che il linguaggio è scollato dalle cose a cui allude e possiede una sua verità (o menzogna) diversa dalla realtà? E allora, quando parliamo o scriviamo, siamo proprio sicuri di trasmettere i nostri pensieri, o vendiamo solo fumo? E questo non è che l’inizio…)

 

2 commenti

  1. […] Martedì è uscita la decima puntata della rubrica curata da Gerardo Passannante Briciole di filosofia. Protagonista è stato questa settimana EPIMENIDE, filosofo nato a Creta, vissuto nel VII secolo a.C. e autore del famoso paradosso per cui, lui cretese, pretendeva di essere creduto dicendo che tutti i cretesi sono bugiardi… Volete sapere qualcosa di più su questo autore dell’antichità? Potete leggere qui l’articolo: Briciole di filosofia | #10 EPIMENIDE […]

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