
D’altro canto, non mancai di sottolineare quanto poco di nuovo e di inaspettato i popoli europei avessero ancora da dirsi. Spiegai come ogni nazione contenga in sé l’intero complesso di possibilità di pensiero e d’esperienza dell’Occidente e come la dialettica tra siffatte possibilità non si eserciti solo tra i singoli Paesi, ma anche al loro interno. Esposi ai miei uditori francesi l’assurdità insita nell’idea che il popolo di Goethe possa davvero venir considerato nemico dell’umanità, e attribuii a noi tedeschi la responsabilità che ci compete per questo assurdo travisamento. Dissi che invecchiando le idee si corrompono, e riconobbi che la degenerazione del romanticismo possa per un certo tempo averci forse reso delle creature solitarie, dei fuorilegge.
Thomas Mann, Resoconto parigino
