Tra quanti anni visiteremo il Museo della Guerra di Gaza?

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Accanto alla famigerata foto dei bambini stuprati e uccisi durante il massacro di My Lai nel 1968 – quello in cui i soldati americani agli ordini del tenente Calley uccisero cinquecentoquattro civili disarmati – ho visto una cisterna grigia.
All’inizio non ho capito cosa fosse.
L’ho toccata: sembrava un pozzo di pietra.
Poi ho letto la didascalia: è il posto dove i soldati americani hanno rinchiuso e ucciso tre fratellini di quattro, sei e otto anni. Ci sono i loro ritratti.
La famiglia, dopo anni, ha donato la cisterna al museo. Fa più paura quella cisterna della ghigliottina piazzata all’ingresso.
Chissà tra quanti anni si potrà visitare rabbrividendo il Museo della Guerra di Gaza.

Daria Bignardi, Nostra solitudine

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