11 novembre 2017

Il “grande consumatore di tv”, che statisticamente appartiene alle fasce più deboli per livello di istruzione […] è dunque pronto a ricevere una “formazione politica” che prescinde da dati reali, razionalmente elaborabili. […] In altre parole, chi vede molto la tv è portato ad accettare il mondo così com’è, o meglio, così come la tv glielo presenta. Dunque, in barba a tutta la bibliografia tranquillante sul teleutente “attivo”, sulla capacità di scelta e di autodifesa, sullo zapping come espressione di libertà e di critica (cambio canale, dunque sono), la verità è un’altra. Il mezzo televisivo in quanto tale, se sfruttato secondo le sue potenzialità – che sono potenzialità di spettacolo – ha un effetto socio-politico univoco, che va in direzione di un modello di società ben preciso. 

Michele Loporcaro (Cattive Notizie: la retorica senza lumi dei mass media italiani)

Lascia un commento