Infatti molto spesso, perché si scopra di essere innamorati, o magari perché lo si diventi, è necessario che arrivi il giorno della separazione. In questi casi in cui a spingerci a una scelta è un’attesa vana o un rifiuto, l’immaginazione, sollecitata dalla sofferenza, procede così spedita nel suo lavoro, costruisce con una rapidità così folle un amore appena cominciato, destinato da mesi a restare allo stato di abbozzo, che, di tanto in tanto, l’intelligenza, che non è riuscita a tenere il passo con il cuore, si stupisce ed esclama: «Ma tu sei pazzo! Quali nuovi pensieri ti fanno vivere così dolorosamente! Tutto questo non è la vita reale». E in effetti, in quel momento, se non si è tormentati dall’infedele, alcune belle distrazioni ci calmerebbero fisicamente il cuore, e sarebbero sufficienti per far abortire l’amore. In ogni caso, se quella vita con Albertine non mi era, nella sua essenza, necessaria, mi era divenuta indispensabile.
Marcel Proust (La fuggitiva)

Schopenhauer era convinto che la” perdita” fosse necessaria per farci capire cosa è indispensabile e cosa non lo sia.
Dobbiamo sempre imparare le lezioni senza che qualcuno ce possa insegnare, solo l’esperienza di vita sarà nostra maestra.
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Certo, l’esperienza è fondamentale, ma penso lo sia anche la riflessione. Bisognerebbe essere in grado di capire quanto una persona sia importante prima di rischiare di perderla definitivamente. Grazie del tuo commento 🙂
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