
Una prigione diventa un’amica
Tra la sua faccia poderosa
E la nostra – una parentela si manifesta –
E nei suoi occhipenetranti –
Arriviamo a guardare con gratitudine
Il posto stabilito
Che ci riserva – stabilito come il nostro cibo –
E del quale abbiamo – la stessa fame –
Impariamo a conoscere il tavolato –
Che risponde ai nostri passi –
Un suono così triste – prima –
Nemmeno ora – così dolce –
Come lo sguazzare negli stagni –
Quando il ricordo era un ragazzo –
Ma un circuito più riservato-
Una geometrica gioia –
La posizione della chiave
Che chiude il giorno
Ai nostri sforzi – non così reale
L’ostacolo alla libertà –
Come il fantasma d’acciaio –
Le cui fattezze – giorno e notte –
Sono presenti a noi – come le nostre –
E senza via d’uscita – davvero –
Lo stretto giro – là –
Il lento cambiamento della speranza –
In qualcosa di più passivo – gioia
Troppo scoscesa per alzare lo sguardo –
La libertà che abbiamo conosciuto
Elusa – come un sogno –
Troppo ampio per ogni notte ma non per il paradiso –
Se quello – davvero – redime.
Emily Dickinson
