Book Pride Milano 2024: un weekend di incontri e novità editoriali!

Una settimana di letture #117
Federica Breimaier

3–5 minuti
Il manifesto, realizzato dall’illustratrice @sarahmazzetti

LA FIERA – Si terrà la prossima settimana, da venerdì 8 marzo a domenica 10 marzo a Milano l’ottava edizione di Book Pride, la Fiera Nazionale dell’Editoria Indipendente. L’evento, che si tiene presso il Superstudio Maxi, in via Moncucco 35 offre spazio espositivo per ben 200 marchi editoriali, sostenuti in questa iniziativa dalla ADEI – Associazione Degli Editori Indipendenti, con il supporto del Comune di Milano e il Patrocinio della Regione Lombardia[1].

PERCHÈ ANDARCI – Dalle esperienze degli anni passati (che rimandano al periodo prepandemico), ricordo come, a differenza della più celebre Fiera del Libro di Torino, Book Pride Milano si presenti come un evento più contenuto e per questo molto più a misura di visitatore. Un’atmosfera tranquilla e meno affollata offre ai partecipanti l’opportunità di vagare tra gli stand con maggiore comodità, e libertà di sfogliare le opere esposte.

DOVE MI TROVERETE – Ecco perché quest’anno ho pensato di partire da questa occasione per riprendere le mie visite alle fiere dedicate alla lettura. Salvo imprevisti, ci sarò anche io al Book Pride, incuriosita, per altro, anche dal tema di questa edizione che si institola Cosa Vogliamo. Il manifesto, realizzato dall’illustratrice Sarah Mazzetti, incarna l’essenza di Book Pride 2024, che quest’anno invita a esplorare i molteplici aspetti della vita contemporanea, dall’ambiente al lavoro, dalla cultura alla famiglia.

🔗 IL SITO DI BOOK PRIDE MILANO

CI SARETE ANCHE VOI? – Se sì, e mi vedete mentre mi aggiro tra la folla, fermatemi pure per fare due chiacchiere su letture e libri, mi farà molto piacere!

Nell’ampia offerta di stand, ci sono quelli di alcune case editrice che mi interessano di più:  

  • Blackie Edizioni (STAND F 19)[2]Casa editrice indipendente, nata nel 2020, ha un catalogo molto vario, che cova in sé un tentativo di riportare alla luce i classici (bellissime le sue edizioni di Iliade e Odissea), e voci di scrittrici lasciate indietro dalle storie letterarie (penso alle due raccolte di racconti che ha dedicato alle scrittrici vittoriane: Dark Ladies e Regine del brivido).
  • Alegre Edizioni (STAND G 13) [3]Nata nel 2003 a Porto Alegre, si interessa di movimenti sociali. Le pubblicazioni sono spesso di opere in controtendenza con la retorica generale, includono inchieste scomode e letteratura sociale, in un misto di discussione dell’attualità, analisi storica e riflessione teorica. È stato proprio attraverso la loro traduzione che ho letto per la prima volta Donne, razza e classe, opera fondamentale in cui Angela Davis getta le basi del femminismo intersezionale.   
  • Iperborea (STAND D 25)[4]Fondata da Emilia Lodigiani nel 1987, ha come scopo la riscoperta della letteratura dell’area nordeuropea in Italia. Nel 2021 è arrivata la serie Cose Spiegate bene, in collaborazione con Il Post. Si tratta di diverse raccolte di saggi e infografiche, ognuna dedicata all’approfondimento di un tema della nostra contemporaneità (Cose spiegate bene. A proposito di libri, Cose spiegate bene. Le droghe, in sostanza, Cose spiegate bene. E giustizia per tutti). Sei giorni fa, lo stesso giornale ha annunciato la nascita di un nuovo progetto, Altrecose, una serie di libri «che raccontano la realtà, che spiegano il mondo, che fanno riflettere sulle cose che succedono o che ne fanno capire questo o quel pezzo»[5].

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✍️ I NOSTRI ARTICOLI

Questa settimana, abbiamo pubblicato due articoli 📚✨

Dopo una breve pausa, martedì è uscita la nuova puntata della rubrica Briciole di filosofia curata da Gerardo Passannante. Nell’articolo si ripercorre la storia di un gruppo di filosofi, i sofisti, tra cui si annoverano per esempio Protagora e Gorgia, che hanno contribuito a sviluppare idee sul relativismo gnoseologico e morale, aprendo dibattiti che hanno avuto eco attraverso i secoli.

L’ARTICOLO: Sofisti greci: fra virtù individuale e relativismo culturale

È apparsa invece venerdì la seconda parte della recensione curata da Vittorio Panicara e incentrata sulla Montagna Incantata e sulla lezione che l’autore tenne a Princeton per parlare della sua opera. Punto focale di questa seconda parte è il mistero del tempo e della sua duplice natura: da una parte il piano storico definito dal tempo cronologico, simboleggiato dalla pianura; dall’altra il tempo puro della “montagna incantata”, considerato in sé e per sé.

L’ARTICOLO: THOMAS MANN E LA SUA LEZIONE ALL’UNIVERSITÀ DI PRINCETON DEL 1939 SU «LA MONTAGNA INCANTATA»: 2/2 (recensione di Vittorio Panicara)

Per la nostra rubrica Gli estratti abbiamo invece pubblicato:

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NOTE

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