
Questo tale indossava pantaloncini rosa scuro con la camicia azzurra infilata dentro, e mocassini senza calze, e ho sentito alle mie spalle qualcuno che commentava. «Forestiero del cazzo». E mi sono girata e ho visto che a parlare erano stati dei tizi senza mascherina che mi facevano un po’ paura. E poi la donna in coda davanti a me – che non aveva la mascherina – ha visto un’altra scendere dalla macchina, e si sono buttate le braccia al collo dicendo «Ciao!»
Quello che voglio dire è che per qualche minuto ho avuto quasi una specie di visione: che ci fosse un disagio molto, molto profondo nel paese e che il mormorio di una guerra civile sembrava muoversi intorno a me come una brezza che non percepivo sulla pelle ma di cui sentivo la presenza. Abbiamo preso il gelato e siamo ripartiti, e ho raccontato a William quello che avevo provato e lui ha detto: – Lo so.
Non mi ha piú abbandonata. La sensazione di quella sera.”
Elizabeth Strout, Lucy davanti al mare
Questo romanzo fa parte di una serie di Elizabeth Strout interamente dedicata alla protagonista, Lucy Barton. Del romanzo precedente a questo era uscita una recensione che potete trovae a questo link: «L’unica persona al mondo con cui mi sia mai sentita al sicuro»: Oh William! di Elizabeth Strout

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