
Nell’ombra della casa, sulle rive soleggiate del fiume presso le barche, nell’ombra del bosco di Sal, all’ombra del fico crebbe Siddharta, il bel figlio del Brahmino, il giovane falco, insieme all’amico suo, Govinda, anch’egli figlio di Brahmino. Sulla riva del fiume, nei bagni, nelle sacre abluzioni, nei sacrifici votivi il sole bruniva le sue spalle lucenti. Ombre attraversavano i suoi occhi neri nel boschetto di mango, durante i giochi infantili, al canto di sua madre, durante i santi sacrifici, alle lezioni di suo padre, così dotto, durante le conversazioni dei saggi. Già da tempo Siddharta prendeva parte alle conversazioni dei saggi, si esercitava con Govinda nell’arte oratoria, nonché nell’esercizio delle facoltà di osservazione e nella pratica della concentrazione interiore.
Siddhartha di Hermann Hesse, Incipit
Leggi anche 👉 “Siddhartha” di Hermann Hesse al quarto incontro del Caffè Letterario di Zurigo (recensione di Vittorio Panicara).

Abbonati a Giornate di lettura
Unisciti gratuitamente a centinaia di nostri abbonati e abbonate, e sii il primo a ricevere nuovi contenuti.
