
La vestizione del cadavere mi faceva pensare alle coccole.
Non credo avesse mai conosciuto una tenerezza del genere da vivo. Lo sorreggevamo delicatamente per le ascelle e gli inf-lavamo il vestito. Il suo peso gravava sul mio petto e, dopo un’ondata di naturale disgusto che mi diede la nausea, mi venne improvvisamente l’idea di stringere quel corpo, di dargli delle pacche sulle spalle dicendogli per tranquillizzarlo: non preoccuparti, andrà tutto bene. Non lo feci solo perché Bietolone era presente. Probabilmente l’avrebbe considerata una perversione.
Quei gesti mancati si trasformarono in pensieri e provai compassione per Piede Grande. Magari la madre lo aveva abbandonato ed era stato infelice per tutta la sua triste vita. Lunghi anni di infelicità degradano l’Uomo più di una malattia mortale. A casa sua non avevo mai visto un ospite, non si erano mai fatti vivi né parenti né amici.
Guida il tuo carro sulle ossa dei morti di Olga Tokarczuk

