La noia e lo sconforto

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La noia e lo sconforto erano grandi. La perplessità e il turbamento erano piccoli e vivevano chiusi in qualche angolo dello stato generale di noia e sconforto.
Come una ferita dentro un’altra ferita. E allora smisi di far lezione. Smisi di dire la messa. Smisi di leggere ogni mattina il giornale e di commentare le notizie con i miei fratelli in Cristo. Smisi di scrivere con chiarezza le mie recensioni letterarie. (Anche se non le interruppi). Certi poeti si avvicinarono e domandarono che cosa mi stava succedendo. Certi sacerdoti si avvicinarono e mi domandarono che cosa turbava il mio spirito. Mi confessai e pregai. Ma la mia faccia insonne mi tradiva.

Roberto Bolaño, Notturno cileno, p.60

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