Una settimana di letture #124

Caro lettore, cara lettrice di questa rassegna, se sei scetticə sul concetto di Europa, se guardi alla politica europea cinicamente, se pensi che “ma chi ce lo fa fare a stare ad ascoltare quelli là”, se sei unə da “prima gli italiani”, allora questa introduzione probabilmente non fa per te, e quindi ti consiglio di saltarla a piè pari
La politica è un gioco sporco, nessuna illusione da questo lato dallo schermo, la corruzione esiste così come le persone disoneste. Eppure all’Europa intesa come istituzione che ha permesso e permette oggi di riunire una serie di Stati per discutere insieme di futuro io ci credo. E, intendiamoci, sarebbe facile smentirmi, mostrarmi dati, occasioni, delibere in cui qualcosa non è andato come doveva, in cui le istituzioni europee non ci hanno resə proprio fierə. Ma servirebbe a poco. Sebbene nella vita professionale preferisca affidarmi a numeri e grafici, qui stiamo parlando della mia identità: io sono europea. Forse la mia generazione è la prima a dirsi europea, perché è la prima tra le cui file sono apparsi i figli degli Erasmiani, genitori cioè che grazie al programma Erasmus hanno potuto viaggiare, studiare in altre tradizioni accademiche, e, chissà, magari anche conoscersi, pur appartenendo a nazioni diverse.
Perché vi dico tutto questo? Per spiegarvi come mai una delle prime visite programmate del mio viaggio a Bruxelles è stata proprio quella all’Europarlamento. Il quartiere europeo è architettonicamente molto luminoso e vivace, con un bel parco incastonato tra i diversi edifici amministrativi; si respira un’aria di internazionalità e diplomazia.

Il Parlamento Europeo ha in tutto 705 deputatə, ed è l’unico organo politico europeo eletto in maniera diretta (le elezioni saranno a breve!), e anche per questo era importante per me visitarlo. La guida multimediale, disponibile in tutte le lingue degli Stati membri (anche il Suomi!) oltre che evidentemente in inglese, vi introduce brevemente ai vari organi del governo europeo per condurvi poi al cuore dell’edificio. L’emiciclo di Bruxelles è maestoso ma anche essenziale, senza inutili fronzoli. Mette i brividi pensare che 705 persone stanno lì sedute, a discutere di leggi e diritti, seppur provenienti da culture e tradizioni molto molto differenti! Ricordo ancora l’orgoglio con cui in mezzo a tutte le bandiere ho visto svettare quelle dell’Italia e della Germania! Se dietro alle mie parole percepite un po’ di commozione, non sbagliate, c’è stata eccome, e c’è ancora adesso. Nota interessante da parte una turista che nella vita fa la linguista: nella sezione superiore della sala si trovano le stanzette dei traduttori, una per ogni lingua. Ecco, sul vetro che si affaccia sull’emiciclo c’è una scritta che indica la lingua, e questa non è in inglese, ma nella lingua di riferimento: il luogo delle traduzioni in italiano è contraddistinto dalla scritta “italiano”, quella per le traduzioni in tedesco con “deutsch” e così via.

Questo aspetto mi ha colpito perché riflette la volontà, da un lato, di comunicare per essere compresə da tuttə, ma al contempo anche quella di farlo senza annientare le differenze, riconoscendo ad ognuno la propria identità. È il messaggio del resto della scultura che adorna l’atrio del Parlamento, una delle prime cose che vede il/la turista: Confluenze di Olivier Strebelle, di cui allego una foto. Il busto d’acciaio rappresenta l’Unione Europea e gli ideali che ne accomunano i membri; i rami sono i paesi che la compongono; la loro “confluenza”, il loro aggrovigliarsi, lo sforzo democratico e diplomatico che rende possibile la politica europea. Ognuno dei rami è legato al tronco, così che se questo cedesse, la scultura crollerebbe.
Oltre alla bellezza dell’opera mi ha colpito il suo simbolismo. Seppur non sempre governata da chi vorremmo, l’Europa rappresenta qualcosa di più di un organo politico o diplomatico: un sentire comune, un sostrato intellettuale simile, un’aria di famiglia che non sparisce solo perché alcuni membri praticano politiche che paiono inattuali. Sta a noi credere nello scambio di vedute, nel desiderio di creare una comunità che vada oltre i singoli Stati, nella ricerca di una contaminazione di diritti e ideali, da cui è partita questa avventura che è l’Unione Europea!

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✍️ I NOSTRI ARTICOLI
Dall’ultima volta che ci siamo lettə, sono usciti 2 articoli:
Voglia di viaggiare con Kostantinos Kavafis
L’articolo esplora la vita e le opere di Kostantinos Kavafis, che condivide con William Shakespeare il curioso destino di essere nato e morto nello stesso giorno, ovvero il 29 aprile rispettivamente del 1863 e 1933. Si parla del suo isolamento ad Alessandria d’Egitto e le sue varie occupazioni, come giornalista e interprete. Sebbene abbia condotto una vita piuttosto solitaria, durante la quale le sue opere non hanno goduto di grande fortuna, Kavafis è stato successivamente acclamato come uno dei grandi poeti del secolo scorso. Le sue composizioni trattano temi come l’incertezza del futuro e il valore della vita vissuta con dignità. Si sottolinea in particolare la sua concezione del viaggio verso “Itaca” come una metafora della ricerca di significato nella vita stessa, anziché nell’arrivo a una destinazione fisica.
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“Davanti al dolore degli altri”: Susan Sontag e i limiti della fotografia di guerra
L’articolo è dedicato ad una delle opere più famose di Susan Sontag: Davanti al dolore degli altri, focalizzandosi sul ruolo della fotografia di guerra nella società contemporanea. Sontag affronta il tema, partendo dal pensiero di Virginia Woolf, per poi esaminare come le immagini di guerra influenzino le nostre percezioni e reazioni. Critica l’idea che le fotografie siano una riproduzione fedele della realtà, sottolineando la soggettività delle emozioni suscitate e la loro interpretazione influenzata dalla storia e dall’identità individuale. Partendo dal suo scritto, la recensione riflette sulla manipolazione delle immagini di guerra e l’effetto delle fotografie sul pubblico di oggi, invitando a una comprensione più critica e consapevole dei fenomeni mediatici.
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Per la nostra rubrica Gli estratti abbiamo invece pubblicato:
- Gli strascichi degli amori passati di Forster
- Tra passato e presente: il flusso della memoria in Annie Ernaux
- Citazione del giorno – 2 maggio 2024 di Steinbeck
- Citazione del giorno – 4 maggio 2024 di Steinbeck




[…] non possono che affascinare per la loro architettura, ma anche per ciò che rappresentano. Della mia visita al Parlamento ti ho parlato qualche settimana fa, e così anche del museo di storia naturale con i suoi giganti […]
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