Virdimura: una medica nella Catania del 1300

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Della mia nascita so poco. È un mistero che per anni è rimasto nascosto. Avvenne in estate, dissero. Una stagione cattiva e pestilenziale. La pioggia si era versata stillando calore, dando alle cose una patina di profanazione.
Pare che fosse shabbat, e che le stelle girassero al rovescio.
Di mia madre mi fu riferito soltanto che era impura e che alle prime gocce mi aveva guardato. Figlia, aveva detto, senza fare in tempo a invocare il Dio degli eserciti.
Erano già due giorni che era in travaglio. Che respirava per addolcirmi il passaggio. Voleva che nascere fosse per me come un avvistamento. Che approdassi a terra da una nave carica di promesse. Non le era mai piaciuto chi – durante il parto – teneva lo straccio in bocca per scaricare lo sforzo. Non amava rinnegare la sofferenza. Aggirare la ferita.

Simona Lo Iacono, Virdimura

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