
La Muntagna s’era risvegliata quella mattina. Una nube nera densa di cenere incombeva sulla città, avvolgendola. Nei momenti di silenzio, i boati si udivano persino dal mare, a metà tra il rombo di un tuono e il botto di un fuoco d’artificio attutito dalla distanza.
La sabbia veniva giù senza requie, formando per terra un tappeto scricchiolante e scivolando sugli ombrelli aperti, rimediati qua e là da venditori ambulanti prontamente apparsi per le strade, come in un giorno di pioggia improvvisa.
Alfio Burrano bagnò il parabrezza piú volte prima di rassegnarsi ad azionare il tergicristallo. Il cofano della Range Rover bianca fresca di concessionaria, dopo una breve variazione sul grigio antracite, virava ormai verso il nero opaco. Alfio bestemmiò tra sé e sé al pensiero dei…
Cristina Cassar Scalia, Sabbia nera

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