Poesie fatte di insulti e bestemmie

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[…] quel che è certo è che ci fu un’epoca di strade gialle e di cieli azzurri luminosi e di profonda noia, in cui cessò la mia attività di poeta, o per meglio dire la mia attività di poeta fu oggetto di una mutazione pericolosa, perché quanto a scrivere continuavo a scrivere, ma poesie fatte di insulti e bestemmie e cose ancora peggiori che avevo il buonsenso di distruggere non appena albeggiava, senza mostrarle a nessuno, anche se allora molti si sarebbero sentiti onorati da tale privilegio, poesie il cui senso ultimo, o quello che a me sembrava il senso ultimo, mi sprofondava in uno stato di perplessità e turbamento che durava tutto il giorno.

Roberto Bolaño, Notturno cileno, p.60

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