
Se l’avessi conosciuta un po’ meno, avrei sicuramente letto i suoi libri.
Ma siccome la conoscevo bene, avevo paura di leggerli. Magari avrei trovato me stessa descritta in un modo che non sarei stata capace di comprendere. O i miei luoghi amati, che per lei sono qualcosa di totalmente diverso. In un certo senso le persone come lei, quelle che lavorano con la penna, a volte sono pericolose. Si subodora subito la falsità, si sospetta che quella persona non sia se stessa, ma un occhio che guarda incessantemente e che trasforma in frasi quello che vede; in questo modo taglia dalla realtà tutto ciò che vi è di più importante: l’inesprimibile.
Guida il tuo carro sulle ossa dei morti di Olga Tokarczuk

