Le relazioni pericolose

1–2 minuti

LETTERA I
CECILIA VOLANGES A SOFIA CARNAY,
PRESSO LE ORSOLINE DI*
Vedi cara amica, che mantengo la promessa: cuffie e gale non mi piglian tutto il tempo, ne avrò sempre un poco per te. Eppure, soltanto in questo giorno, ho visto più bei vestiti che in tutt’e quattro gli anni che abbiamo trascorso insieme; e credo che l’orgogliosa Tanville proverà più invidia alla mia prima visita, che voglio farle presto, di quella che ha voluto farci provare tutte le volte che è venuta a trovarci in fiocchi. Mamma m’ha domandato il mio parere su ogni cosa, mi tratta molto meno da collegiale di prima. Ho una cameriera mia; ho una camera e uno studiolo per me; ti scrivo su una gentile scrivania di cui m’han dato la chiave e dove posso rinchiudere ciò che mi pare. Mamma m’ha detto che la potrò vedere ogni giorno quando si alza; che basterà che per colazione io sia pettinata, siccome saremo sempre sole, e allora mi dirà l’ora in cui dovrò andare da lei nel pomeriggio. Posso disporre a modo mio del resto del tempo, ho l’arpa, il disegno e i libri come in convento; con questo, che non c’è suor Perpetua a sgridarmi, e non dipende che da me starmene senza far nulla: ma siccome non c’è la mia Sofia per chiaccherare e ridere, preferisco occuparmi a qualche cosa.

Pierre Choderlos de Laclos, Le relazioni pericolose

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